Le modifiche apportate dall'Italia al Piano di Ripresa e Resilienza hanno ottenuto l'approvazione della Commissione europea, con il valore attuale del piano che si attesta a 194,4 miliardi di euro. Di questa cifra, 122,6 miliardi sono sotto forma di prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni. Il piano ora include 66 riforme, sette in più rispetto al progetto iniziale, e 150 investimenti, come dichiarato da Bruxelles. Palazzo Chigi spiega che l'incremento di 2,75 miliardi riguarda RepowerEu e 144 milioni sono destinati al ricalcolo della quota per Roma in base all'andamento del Pil. La riprogrammazione coinvolge complessivamente 21,4 miliardi, includendo anche 2,8 miliardi di risorse aggiuntive, di cui circa 11,5 miliardi provengono da misure in ritardo o inammissibili. La Commissione riconosce ulteriori 240 milioni per la costruzione di alloggi universitari in Italia. I tagli riguardano i Piani di rigenerazione urbana, che scendono da 3,3 a 2 miliardi, e i Piani urbani integrati, che passano da 2,5 miliardi a 900 milioni. La revisione è stata accolta positivamente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che afferma che garantirà alla crescita italiana "altri 21 miliardi di euro". Il ministro con delega al Pnrr, Raffaele Fitto, sostiene in conferenza stampa che, nonostante alcuni tagli, non si può parlare di una riduzione complessiva, annunciando che entro la fine dell'anno dovrebbero essere raggiunti altri traguardi, inclusi il pagamento della quarta rata e il raggiungimento degli obiettivi modificati della quinta rata.

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