In mezzo alle straordinarie circostanze di "C'è ancora domani", il notevole film che ha appena superato i venti milioni di incassi, emerge il fatto di essere stato collocato all'ultimo posto in una lista di cinquantuno film in cerca di finanziamenti pubblici. Questa situazione ha suscitato perplessità sulla competenza delle commissioni ministeriali responsabili della distribuzione di contributi selettivi. Nel 2022, i professionisti della cultura hanno respinto un film popolare, definendolo un "progetto di opera non valutata di eccezionale qualità artistica in relazione a temi culturali, fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l'identità nazionale". Considerando il tema, la storia personale e il contesto storico del film di Paola Cortellesi, questa decisione appare sorprendente. Alberto Pasquale, presidente dell'Umbria Film Commission, ha reagito pubblicando un post critico su Facebook riguardo alla "lungimiranza delle commissioni ministeriali" responsabili dell'assegnazione dei finanziamenti.
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