mercoledì 29 novembre 2023

Italiani più poveri per natale: Per la Meloni va tutto bene


 

La descrizione del Paese da parte della presidente del Consiglio, durante il question time al Senato di giovedì, dipinge un quadro ottimista con investitori fiduciosi, uno spread ai minimi e una Borsa in crescita. Tuttavia, la realtà vissuta dagli italiani è ben diversa, evidenziata dai recenti dati economici.


Nonostante l'affermazione di Meloni riguardo alla crescente fiducia degli investitori e dei mercati, i dati Istat di ottobre indicano un forte calo del clima di fiducia dei consumatori, con un passaggio da 105,4 a 101,6. Questa è la quarta diminuzione consecutiva e il dato più basso dal gennaio del 2023. Anche le imprese registrano un calo dell'indice, passando da 104,9 a 103,9, con il valore complessivo al minimo dal aprile del 2021.


Le famiglie sono costrette a ridurre i consumi, come dimostrato dal calo dello 0,3% nelle vendite al dettaglio rispetto al mese precedente e dello 0,6% in volume. Nonostante un aumento del 5,5% nelle vendite di beni alimentari in valore, si verifica una diminuzione del 3,1% in volume su base annua, indicando che le famiglie spendono di più per ottenere meno. Gli italiani, con meno disponibilità economica, aumentano gli acquisti nei discount del 9,2% nel 2023.


Le previsioni per il periodo natalizio non sono positive, con un italiano su cinque che prevede una minore disponibilità economica per i regali rispetto al 2022. Circa il 55% degli italiani non riesce a mettere da parte nemmeno un euro al mese, secondo i dati di Findomestic. Inoltre, le intenzioni d'acquisto hanno subito una flessione del 9,8% a fine ottobre, raggiungendo il livello più basso degli ultimi 12 mesi. Questi dati indicano le difficoltà degli italiani nel risparmiare, con la metà degli intervistati che non riesce a mettere da parte più di 100 euro al mese e il 19% che non risparmia affatto, secondo uno studio condotto da Revolut in collaborazione con Dynata.

lunedì 27 novembre 2023

Dal PNRR in arrivo altri soldi, la strategia di Conte paga ancora.






Le modifiche apportate dall'Italia al Piano di Ripresa e Resilienza hanno ottenuto l'approvazione della Commissione europea, con il valore attuale del piano che si attesta a 194,4 miliardi di euro. Di questa cifra, 122,6 miliardi sono sotto forma di prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni. Il piano ora include 66 riforme, sette in più rispetto al progetto iniziale, e 150 investimenti, come dichiarato da Bruxelles. Palazzo Chigi spiega che l'incremento di 2,75 miliardi riguarda RepowerEu e 144 milioni sono destinati al ricalcolo della quota per Roma in base all'andamento del Pil. La riprogrammazione coinvolge complessivamente 21,4 miliardi, includendo anche 2,8 miliardi di risorse aggiuntive, di cui circa 11,5 miliardi provengono da misure in ritardo o inammissibili. La Commissione riconosce ulteriori 240 milioni per la costruzione di alloggi universitari in Italia. I tagli riguardano i Piani di rigenerazione urbana, che scendono da 3,3 a 2 miliardi, e i Piani urbani integrati, che passano da 2,5 miliardi a 900 milioni. La revisione è stata accolta positivamente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che afferma che garantirà alla crescita italiana "altri 21 miliardi di euro". Il ministro con delega al Pnrr, Raffaele Fitto, sostiene in conferenza stampa che, nonostante alcuni tagli, non si può parlare di una riduzione complessiva, annunciando che entro la fine dell'anno dovrebbero essere raggiunti altri traguardi, inclusi il pagamento della quarta rata e il raggiungimento degli obiettivi modificati della quinta rata.

venerdì 24 novembre 2023

Il Paradosso degli Stipendi: Crescita in tutta Europa, tranne in Italia


Negli ultimi anni, un'analisi approfondita degli stipendi in Europa rivela un quadro contrastante. Mentre molti paesi europei hanno sperimentato un aumento costante delle retribuzioni, l'Italia sembra trovarsi in una posizione alquanto inusuale con una diminuzione salariale.


Dati recenti provenienti da vari istituti di ricerca economica indicano un trend positivo per gran parte dell'Europa, con nazioni come Germania, Francia e Spagna che registrano incrementi salariali significativi. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla situazione italiana, dove si osserva un andamento opposto.


Le cause di questa disparità possono essere molteplici e complesse. Analisti economici suggeriscono che la robusta crescita economica in molte nazioni europee abbia contribuito all'aumento degli stipendi, grazie a una maggiore domanda di manodopera qualificata. Tuttavia, in Italia, sfide strutturali come la lenta crescita economica e la rigidità del mercato del lavoro potrebbero essere alla base della diminuzione salariale.


Inoltre, le politiche fiscali e le riforme del lavoro adottate in vari paesi europei hanno favorito un ambiente più favorevole per i lavoratori, promuovendo la creazione di posti di lavoro e un incremento salariale. L'Italia, al contrario, potrebbe trovarsi in una fase di riconsiderazione delle proprie politiche economiche e lavorative per affrontare le sfide emergenti.


È importante sottolineare che la situazione degli stipendi non è un fenomeno isolato, ma riflette dinamiche economiche complesse che coinvolgono vari settori e fattori. Affrontare questa disparità richiederà un approccio olistico che consideri la competitività del mercato del lavoro, la produttività e la crescita economica sostenibile.


In conclusione, mentre l'Europa gode generalmente di un periodo di crescita salariale, l'Italia si trova a fronteggiare una sfida significativa. Un'analisi approfondita delle ragioni di questa contraddizione è essenziale per sviluppare strategie mirate a ristabilire un equilibrio e promuovere una maggiore prosperità per i lavoratori italiani.



Fatture false: nei guai i figli della Casellati

 



Fatture false, indagati i figli della ministra Casellati


L'inchiesta ruota attorno all'attività del promotore finanziario Domenico Angiolella - accusato di esercizio abusivo dell'intermediazione finanziaria - e della moglie


I figli della ministra delle Riforme Istituzionali Elisabetta Casellati, Alvise e Ludovica Casellati, sono indagati per evasione fiscale con l'accusa di aver usato fatture false. L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato nei giorni scorsi dalla Procura di Milano, secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera. L'accusa riguarda un controvalore complessivo di meno di 15mila euro ritenuti "elementi passivi fittizi". L'inchiesta ruota attorno all'attività del promotore finanziario Domenico Angiolella - accusato di esercizio abusivo dell'intermediazione finanziaria - e della moglie. Le fatture in questione, consigliate da Angiolella, sono state utilizzate dai due Casellati jr nelle dichiarazioni Iva 2022 e 2023 per "scaricare" fiscalmente i costi pagati allo stesso promotore per l'attività di loro gestore con la sua società, e fatti invece figurare - ricostruisce il quotidiano - come remunerazione della sua "ricerca di sponsor" per la ditta individuale dello studio del figlio avvocato e per la società di software della figlia. La famiglia Casellati sostiene al contrario d'aver perso quasi tutti i risparmi che Angiolella avrebbe truffato ai figli, e la ministra (non indagata) nega di aver mai avuto sentore delle fatture false. 

La spiegazione del legale difensore

Il difensore dei figli di Casellati, Ernesto De Toni, ha spiegato che, "dopo aver appreso la situazione dagli atti ricevuti pochi giorni fa, immediatamente hanno provveduto a sanare con l'Agenzia delle Entrate le violazioni fiscali di importo modesto che risultano contestate loro" e che "presto andranno in Procura a spiegare il rapporto con Angiolella". Il legale ha ribadito che la ministra "non ha avuto alcun ruolo" nella vicenda, "risultando evidente l'interesse del falso promotore finanziario a coinvolgerla per i propri scopi illeciti", visto che "dagli atti Angiolella risulta aver truffato centinaia di persone per somme molto rilevanti". Il difensore di Angiolella, Alessandro Brustia, ha spiegato che nessuno ha mai presentato la querela necessaria a rendere procedibile l'eventuale truffa, reato infatti non contestato dai pm. Su questo punto il legale dei figli di Casellati ha annunciato che "stanno predisponendo le denunce".

C'è ancora domani: gaffe del Ministero della Cultura che boccia il film della Cortellesi


 

In mezzo alle straordinarie circostanze di "C'è ancora domani", il notevole film che ha appena superato i venti milioni di incassi, emerge il fatto di essere stato collocato all'ultimo posto in una lista di cinquantuno film in cerca di finanziamenti pubblici. Questa situazione ha suscitato perplessità sulla competenza delle commissioni ministeriali responsabili della distribuzione di contributi selettivi. Nel 2022, i professionisti della cultura hanno respinto un film popolare, definendolo un "progetto di opera non valutata di eccezionale qualità artistica in relazione a temi culturali, fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l'identità nazionale". Considerando il tema, la storia personale e il contesto storico del film di Paola Cortellesi, questa decisione appare sorprendente. Alberto Pasquale, presidente dell'Umbria Film Commission, ha reagito pubblicando un post critico su Facebook riguardo alla "lungimiranza delle commissioni ministeriali" responsabili dell'assegnazione dei finanziamenti.

Una nomina di Salvini al CSM è un grande evasore fiscale


 

Il Ministro Salvini non smette mai di stupire in negativo. Questa volta parliamo delle nomine al CSM, secondo quando scoperto dal "Il Fatto Quotidiano", Salvini e Giorgetti spingono per la nomina di Giorgio Fiorenza al Consiglio Superiore della Magistratura. Peccato che il Fiorenza è un evasore fiscale per oltre 830 mila euro. I Ministri ritorneranno sui loro passi lasciando stare la nomina del maxi evasore, oppure continueranno con la line del "tuteliamo i delinquenti"?

Debiti con l'agenzia entrate: Sgarbi rischia grosso.



Si è chiusa l'indagine sui debiti non pagati all'Agenzia delle Entrate da Vittorio Sgarbi. Ecco cosa succede adesso.

Ci sono importanti novità che riguardano il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi. La notizia dell’ultima ora è che ora rischia il processo. L’accusa è di non aver pagato i debiti con l’Agenzia delle Entrate (in totale circa 715mila euro) mentre la compagna comprava quadri al posto suo. Il tutto per mettere l’opera al riparo da eventuali aggressioni da parte del Fisco. Accuse, queste, respinte sia da Sgarbi, sia dalla compagna Sabrina Colle. L’indagine è stata rivelata nelle scorse settimane dal Fatto e secondo quando risulta la Procura di Roma ora ha chiuso indagine, atto che di norma prelude a una richiesta di rinvio a giudizio.

Cosa rischia adesso

L’inchiesta ruota intorno all’opera “Il giardino delle Fate”. Risale al 1913 ed è dell’artista Vittorio Zecchin. Chi la mette in vendita è la Casa d’aste Della Rocca. Secondo i pm, è Sgarbi a partecipare all’asta, circostanza che il sottosegretario nelle scorse settimane ha negato. Aggiudicata per 148 mila euro circa, l’opera però non è stata comprata da Sgarbi, bensì dalla fidanzata Sabrina Colle. Ma per la Procura di Roma resta Sgarbi il reale acquirente. Al Fatto il critico d’arte aveva spiegato: “Il dipinto è stato donato alla mia fidanzata da Corrado Sforza Fogliani. Io non ho mai partecipato all’asta. La mia fidanzata ha battuto il quadro e dopo un certo tempo, attendendo di pagarlo, ne ha parlato con Sforza Fogliani che ha deciso di regalarglielo”. Stessa versione di Sabrina Colle: “Sforza Fogliani era un mio grandissimo amico, mi ha fatto un regalo. Tutto questo lo abbiamo già spiegato alla Finanza”.

Le possibilità per Sgarbi

Sullo sfondo ci sono i debiti con l’Agenzia delle Entrate, ossia quei 715 mila euro che derivano per lo più da imposte dirette e Iva. Sgarbi aveva spiegato: “Sono in regolare regime di rottamazione da marzo di quest’anno”. “Questa indagine non può che finire con un’archiviazione. – aveva invece detto il suo legale, l’avvocato Giampaolo Cicconi – Era un regalo di Sforza Fogliani a Sabrina Colle. Inoltre è facilmente dimostrabile che Sgarbi non aveva alcuna intenzione di sottrarre il bene al Fisco anche perché in quel momento aveva acquistato quadri per 2 milioni di euro e tutti intestati a lui”. E le cartelle esattoriali non pagate? “Sono multe e tasse – spiega Cicconi –. Il sottosegretario ha fatto la rottamazione ter, ha pagato tre rate, la quarta gli è saltata e poi è subentrata la rottamazione quater. In ogni modo ha già versato oltre 250 mila euro di rottamazione ter”.

L’avvocato Cicconi poi aggiunge: “Guardando la documentazione anche con il commercialista, risulta che dal 2014, soprattutto dal 2015 in poi, sono insorte difficoltà a seguito della morte della mamma e con una successione ereditaria passiva. Sono stati impiegati molti soldi e per questo ci sono stati dei buchi (nei pagamenti, ndr) 2015, 2016, 2017 derivanti anche da debiti ereditari”. Ora il sottosegretario può depositare memorie e chiedere di farsi interrogare. A quel punto i pm decideranno se chiedere l’archiviazione o un processo. Abbiamo chiesto a Sgarbi della notifica della chiusura indagine: “Non mi risulta”, ha risposto per poi rimandarci al suo legale. “Io mi occupo di Michelangelo”

giovedì 23 novembre 2023

Ancora un naufragio a Lampedusa: muore una bambina di 2 anni


 

Una bambina di 2 anni, tra gli oltre 40 naufraghi recuperati dalle motovedette della Capitaneria a  Lampedusa, è morta sull'unità di soccorso. La piccola se ne andata mentre la motovedetta la stava portando verso il porto. Si trovano invece al poliambulatorio dell'isola i due giovanissimi salvati dai pescatori, padre e figlio. Sempre nella giornata del 20 novembre sono stati 576 i migranti sbarcati a Lampedusa dopo che il peschereccio sul quale viaggiavano è stato agganciato e scortato fino al molo commerciale. A soccorrere il gruppo sono state le motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza. La carretta, secondo quanto riferito dagli stessi migranti, è salpata alle ore 22 di domenica da Zuara in Libia

Giulia Cecchettin poteva essere salvata?: nessun intervento dopo telefonata al 112




 


Nella serata di sabato 11 novembre, secondo quanto reso noto da un testimone che aveva raccontato di aver sentito Giulia chiedere aiuto in un parcheggio poco lontano dalla sua abitazione. La ragazza, che era stata aggredita prima a coltellate e poi a calci dall'ex fidanzato Turetta, aveva chiesto al 22enne di lasciarla andare. "Mi stai facendo male" aveva urlato prima di essere trascinata nuovamente in macchina dal giovane che poi era ripartito. 


Il testimone, vicino di casa, aveva inoltre detto, al 112, di non essere riuscito a prendere la targa dell'auto perché l'uomo si era allontanato in fretta portando con sé la ragazza. L'indagine è però scattata solo nella giornata di domenica, dopo la denuncia di scomparsa presentata dal papà di Giulia Cecchettin. Nella serata di sabato, invece, non ci sarebbe stato alcun intervento del 112 sul posto dove la 22enne è stata aggredita prima di sparire. La registrazione della telefonata verrà acquisita dalla Procura della repubblica di Venezia. 


La domanda che oggi tutti ci facciamo è: Giulia poteva essere salvata? Saranno le autorità competenti a rispondere a questo quesito. 


Scandalo Gasparri: scoperta una società di cybersecurity non dichiarata


 

Secondo quanto riportato da La Notizia, sembra che Gasparri abbia una società di cybersecurity non dichiarata, il che potrebbe essere il motivo della sua dimissione da vicepresidente del Senato. C'è preoccupazione per l'imminente puntata di Report? La notizia è stata rivelata da Gaetano Pedullà, direttore del giornale, annunciando che tra due settimane andrà in onda un episodio dedicato a Maurizio Gasparri. 


Sembrerebbe che Gasparri sia a capo di una società con sede a Milano che si occupa di cybersicurezza, offrendo servizi noti come managed security service provider. Questi servizi sembrano essere stati offerti anche allo Stato, come indicato da un incontro presso l'Agenzia delle dogane a luglio. La Cyberealm Srl, di cui Gasparri è presidente, sembra essere coinvolta in queste transazioni.


È interessante notare se la puntata di Report affronterà anche queste attività delle società di Gasparri. Nel frattempo, durante l'audizione di Ranucci, Gasparri ha sollevato questioni sulla condotta giornalistica, mettendo sotto accusa sia Ranucci che il direttore Corsini. La situazione è complicata dal fatto che Gasparri, neo capogruppo di Forza Italia, non ha informato il Senato del suo incarico di vertice nella società nel 2021, il che potrebbe avere conseguenze gravi e spiega la sua sostituzione di Ronzulli come capogruppo al Senato.


Gasparri sembra essere ben consapevole delle regole, avendo presieduto la Giunta per le elezioni del Senato fino al 2022. Il suo compito includeva la valutazione delle possibili applicazioni dei servizi offerti dalla sua società in contesti di interesse generale e sicurezza, oltre alla cura dei rapporti con gli organi di informazione. Un incarico che, vista la sua esperienza giornalistica, sembra essere in linea con le sue competenze.

Trova coraggio e denuncia marito violento, lui la segue in caserma e la picchia.

 




Donna trova il coraggio di denunciare il marito violento, si reca presso la caserma dei Carabinieri di Monza. All'uscita della caserma la brutta "sorpresa", entra in auto e lui aggredisce a schiaffi e pugni, voleva che lei ritirasse la denuncia. 

L'uomo, 49 anni, si trova carcere in attesa della decisione del GIP. 

Attirati dalle urla e il pianto disperato della ragazza, diversi passanti sono fortunatamente intervenuti per sedare l'aggressione. Sono subito intervenuti i Carabinieri del nucleo radio mobile. 

A pochi giorni dalla tragica morte di Giulia Cecchettin, non si fermano le innumerevoli aggressioni nei confronti di donne che hanno deciso di mettere la parola fine a relazioni malate e violente. 

«Sono il Ministro»: così Francesco Lollobrigida ha fermato il treno a Ciampino






"Salve, sono il Ministro Lollobigrida e devo scendere dal treno" cosi si sarebbe presentato al capo treno. Il Frecciarossa Torino-Salerno era in ritardo e il ministro ha pensato bene di farlo fermare nei pressi di Roma per poter proseguire più rapidamente con l'auto blu. Ironia involontaria nella difesa dei Fratelli d'Italia: "C'è sciacallaggio mediatico. Il ministro, a causa di un forte ritardo di Trenitalia, aveva premura di essere presente a Caivano e ha chiesto di scendere dal treno e proseguire in auto". Detto, fatto. Come fosse tutto normale. A Ciampino si cambia e si prosegue in auto. Il ministro con tutto lo staff. 
Date le grandi polemiche sollevate, vi chiediamo: secondo voi rientra o no nell'abuso di potere l'azione svolta dal Ministro Lollobrigida e il suo staff? 

Altra tegola per il Governo Meloni: Sgarbi indagato per furto di beni culturali

  Nella giornata odierna è emersa una notizia che ha scosso il mondo dell'arte e della cultura italiana. Vittorio Sgarbi, noto critico d...