La proposta delle opposizioni è stata sostituita con una delega al governo, rinviando la questione di almeno sei mesi. Nonostante la resistenza del centrosinistra in commissione Lavoro alla Camera, la maggioranza ha approvato l'emendamento che cancella la proposta unitaria delle minoranze (con fissazione a 9 euro l'ora) e la sostituisce con una delega al governo da esercitare entro sei mesi. I gruppi di Pd, M5s e Verdi-Sinistra sono furibondi, definendo l'atto come uno scempio della democrazia parlamentare. Il voto pone fine a una settimana di ostruzionismo del centrosinistra, dando il via al testo che delega il governo a legiferare entro 6 mesi attraverso decreti legislativi. La delega prevede l'adozione di decreti per garantire il diritto di ogni lavoratore a una retribuzione proporzionata e sufficiente, come sancito dall'articolo 36 della Costituzione. La proposta del centrodestra mira a rafforzare la contrattazione collettiva e favorire lo sviluppo progressivo della contrattazione di secondo livello, suscitando critiche dall'opposizione che parla di riproposizione delle gabbie salariali. Nel frattempo, Unione popolare insieme ad altre sigle politiche e della società civile ha depositato 70mila firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare per un salario minimo di 10 euro.
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